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CIR affitti brevi: cos'è, chi è obbligato e come ottenerlo — Guida 2026

Il Codice Identificativo Regionale (CIR) è richiesto in Piemonte, Lombardia, Veneto e Sicilia in aggiunta al CIN nazionale. Chi lo omette rischia sanzioni da € 500. Questa guida spiega chi è obbligato, come ottenerlo per regione e dove esporlo.

Cos'è il CIR e perché esiste

Il CIR è un identificativo regionale — distinto dal CIN emesso dal Ministero del Turismo — che alcune Regioni italiane hanno introdotto per censire le strutture ricettive sul proprio territorio. Serve alle Regioni per controllare la densità dell'offerta turistica, l'applicazione delle normative locali e la riscossione delle imposte di soggiorno. Non sostituisce il CIN: i due codici coesistono.

Chi è obbligato e in quali regioni

L'obbligo CIR vale per chiunque metta a disposizione un immobile a fini di locazione turistica o breve nelle seguenti regioni:

Nelle altre 16 regioni è sufficiente il CIN. Le normative regionali evolvono: controlla sempre i requisiti locali aggiornati prima di mettere online un annuncio.

CIN e CIR: le differenze

Il CIN è nazionale: rilasciato dal Ministero del Turismo tramite il portale BDSR, vale per tutto il territorio italiano e ha un formato standardizzato (IT-{provincia}-{anno}-{progressivo}). Il CIR è regionale: rilasciato dalla Regione tramite il proprio portale, può avere un formato diverso da Regione a Regione. Nelle quattro regioni interessate entrambi sono obbligatori e vanno esposti separatamente negli annunci.

Come si ottiene — per regione

Ogni Regione ha un portale dedicato. In tutti i casi serve accesso con SPID o CIE, i dati catastali dell'immobile e la classificazione della struttura.

Dove esporre il CIR

Sanzioni

Le sanzioni per l'assenza o la scadenza del CIR variano per Regione, ma in generale partono da € 500 per struttura non registrata. Alcune Regioni prevedono sanzioni progressive in caso di recidiva e la rimozione d'ufficio degli annunci sulle piattaforme. Il CIR scaduto è equiparato all'assenza del codice.

Come ti aiuta inRegolex

inRegolex conserva il CIR di ogni tua proprietà insieme al CIN, ti avvisa 30 giorni prima della scadenza annuale e mantiene una panoramica unificata di tutti gli adempimenti. Se operi in più regioni con normative diverse, la dashboard distingue automaticamente quali proprietà richiedono il CIR e quali no. Provalo gratis per 14 giorni.

Fonti ufficiali

Domande frequenti

Cos'è il CIR?

Il CIR (Codice Identificativo Regionale) è un codice rilasciato dalla Regione per identificare ogni struttura ricettiva o unità di locazione turistica. A differenza del CIN (nazionale, emesso dal Ministero del Turismo), il CIR è rilasciato dalla Regione come strumento di censimento e controllo locale del settore ricettivo.

In quali regioni è obbligatorio il CIR?

Il CIR è attualmente obbligatorio in Piemonte, Lombardia, Veneto e Sicilia. Nelle altre regioni italiane è sufficiente il CIN nazionale. Le normative regionali possono cambiare: verifica sempre i requisiti della Regione in cui si trova l'immobile.

Ho il CIN — mi serve anche il CIR?

Sì, se operi in Piemonte, Lombardia, Veneto o Sicilia. CIN e CIR coesistono: il CIN è imposto dalla legge nazionale, il CIR da quella regionale. Devi rispettare entrambi, esporli negli annunci e rinnovarli annualmente.

Il CIR ha una scadenza?

Sì. Come il CIN, il CIR va rinnovato annualmente. Una struttura con CIR scaduto è equiparata, ai fini regionali, a una struttura non registrata. inRegolex ti avvisa 30 giorni prima della scadenza.

Dove espongo il CIR?

In ogni annuncio online (Airbnb, Booking, sito personale), nella documentazione di prenotazione e all'ingresso o all'esterno della struttura, di norma accanto al CIN. Il formato di esposizione varia per Regione.